Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: La resurrezione

Canto iniziale: Tiepida sera

Lc 24,1-9

Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. 5Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri.

Ascolto della Parola: Lc 24,1-9

Commento

La scena che viene descritta nel brano è segnata profondamente dalla trasformazione che viene dalla Resurrezione: il sepolcro buio diventa luminoso, il timore delle donne si muta in annuncio, il letargo lascia il campo alla vitalità. La resurrezione accende la speranza e lascia intuire come anche nella croce possano esserci degli inizi di libertà e apertura.

Le donne vanno al sepolcro per imbalsamare Gesù, perché il suo corpo possa rimanere come ricordo della sua presenza. Tuttavia Gesù non si lascia imbalsamare, è già risorto. Così le donne si trovano davanti a una pietra tolta, ma, poiché sono ripiegate su se stesse per la morte del maestro, non colgono questo primo indizio della resurrezione.

La stessa cosa accade anche a noi, quando riportiamo alla memoria le sofferenze del passato e i nostri occhi diventano incapaci di vedere la vita nuova.

La pietra del sepolcro è stata spostata dal Padre attraverso la resurrezione del Figlio. Era una pietra che bloccava la vita e anche a noi può capitare di avere addosso macigni che ostacolano i nostri desideri, bloccano i nostri progetti e ci impediscono di allontanarci da quei luoghi della nostra vita che sono segnati dalla morte.

Due uomini si presentano alle donne. A ogni uomo spetta di entrare nelle proprie morti, di scendervi in profondità: lì si trova un sepolcro: vuoto, perché Gesù non c’è più, e pieno allo stesso tempo, cioè con due persone che mettono in crisi la prospettiva di chi vede solo la morte. Ascoltando le parole di quei due uomini, le donne ricordano le parole di Gesù e cambiano finalmente il loro modo di vedere. Anche a noi allora può essere rivolta la domanda: se stai cercando la vita, perché ti fermi a guardare le sofferenze? Entrare nel sepolcro significa ascoltare chi ci parla e ci offre una prospettiva differente, ponendoci davanti a un mistero e a una memoria che scalda il cuore. Dio opera la trasformazione attraverso quegli uomini che ci chiedono di cercare la vita altrove e non dove c’è la morte. Questo è il preludio della fede nella resurrezione.

La fede delle donne nella resurrezione diventa piena tornando dagli Undici e da tutti gli altri. Tornare in città significa tornare dove c’è la vita e abbandonare i cimiteri delle nostre vecchie piaghe.

Chi rimane nella morte fa esperienza di una sofferenza assordante, ma allo stesso tempo consolante, perché nel rimanere fermo nella morte si può trovare vantaggio, come per esempio nel non modificare nulla di sé o nel non voler mettere mano a qualcosa che ci costa fatica affrontare.

Le donne che credono alla resurrezione restano in silenzio e credono che Dio possa fare delle cose del tutto inedite. Anche noi possiamo credere che Dio trasformi addirittura il nostro passato in un’esperienza di vita nuova e fiorente. Non cerchiamo dunque il Signore nella morte, ma nella vita nuova che ci sta donando.

Canto finale: Resurrezione

 

Questo sito utilizza cookie atti a migliorare la navigazione degli utenti.
Chiudendo questo banner tramite il pulsante "ACCETTA" e proseguendo la navigazione sul sito se ne autorizza l'uso in conformità alla nostra Cookie Policy